Progetto cofinanziato dalla CCIAA Siena
Dalla filiera lunga, frutto di processi di modernizzazione e globalizzazione, a recenti esperienze di
filiera corta, corredate da iniziative volte a ricondurre il prodotto al suo luogo di origine e a ridare
visibilità ai produttori.
La scelta di rafforzare o reintrodurre la logica del legame con il territorio nelle scelte di
approvvigionamento dell’industria alimentare consente di fornire un notevole sostegno alla vitalità
del tessuto agricolo regionale e anche di cogliere i segnali che vengono dalla domanda, rispondendo
alle esigenze di trasparenza e di qualità dei processi produttivi e dei prodotti. I marchi Dop e Igp hanno contribuito all’organizzazione e diffusione su base territoriale dei rapporti tra gli operatori e
l’identità dei prodotti.
Quella della filiera corta rappresenta una nuova sfida per le imprese agricole toscane perché apre un ventaglio di opportunità nuove: dalle occasioni rappresentate dai nuovi mercatali e dagli spacci locali, alle possibilità di creare reti locali per la fornitura al sistema della ristorazione locale di qualità e delle e mense pubbliche, anche a seguito delle modifiche legislative a riguardo. La Cia sostiene che il rapporto diretto fra produttore e consumatore è fondamentale anche per ragioni di trasparenza e chiarezza sia sul prezzo che sulla qualità delle produzioni agricole. Sebbene le azioni previste dal progetto Filiera Corta della Regione Toscana riguardano solo una parte delle imprese agricole toscane e quindi senesi, tuttavia tali azioni, assieme ad altre iniziative, in primo luogo con le misure del nuovo Psr, possono rappresentare una efficace politica di sostegno alle imprese agricole, nella costruzione di solidi rapporti con il mercato, di favorire le aggregazioni di prodotto e di imprese e di un sistema a rete che consolidi maggiormente l’agricoltura e le imprese nel sistema locale.
Normativa: